Cracovia, novembre 2020 (Omar Marques, Getty Images)

Il 13 dicembre la Polonia ha ricordato i quarant’anni della legge marziale, proclamata nel 1981 dall’ultimo leader comunista del paese, Wojciech Jaruzelski, per fermare le manifestazioni del sindacato democratico Solidarność. Prima che la misura fosse revocata, nel luglio 1983, migliaia di attivisti furono arrestati e cento persone vennero uccise. Gazeta Wyborcza fa un paragone con la situazione attuale: “Oggi il governo polacco sta introducendo di nascosto una nuova legge marziale. Diritto e giustizia, il partito al potere guidato da Jarosław Kaczyński, intimidisce gli oppositori, gli aizza contro la polizia e i giudici, e alimenta campagne d’odio. Ancora non ci sono i prigionieri politici. Ma solo perché il governo è troppo debole per mandare la gente in carcere”.

Questo articolo è uscito sul numero 1440 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati