Dopo due settimane di silenzio, l’ex presidente kazaco Nursultan Nazarbaev è ricomparso il 18 gennaio in un video in cui nega che sia in corso un conflitto ai vertici del potere. La dichiarazione arriva mentre è chiaro che, in seguito ai disordini nel paese, è in atto una resa dei conti, con dimissioni e licenziamenti che suggeriscono un’epurazione ai danni del clan dell’ex presidente, scrive The Diplomat. Kasym-Žomart Tokaev, l’attuale presidente, ha criticato l’azienda di riciclaggio di Aliya Nazarbaeva, la figlia minore di Nazarbaev, con un ricco giro d’affari “che dovrebbe essere gestito dallo stato”. Pochi giorni dopo il marito ha lasciato la guida della KazTransOil, azienda statale incaricata del trasporto di petrolio, e il marito della figlia maggiore dell’ex presidente si è dimesso dalla guida di quella che gestisce il gasdotto nazionale. Un altro genero di Nazarbaev è stato tolto dalla direzione del principale gruppo lobbista del paese e un suo nipote è stato sollevato dalla carica di vicecapo del consiglio nazionale di sicurezza. “Tutti sanno che per trent’anni non ho fatto altro che lavorare per la madrepatria”, ha detto Nazarbaev.

Questo articolo è uscito sul numero 1444 di Internazionale, a pagina 21. Compra questo numero | Abbonati