Nei giorni scorsi il ministro degli esteri lituano Gabrielius Landsbergis è andato in Australia per inaugurare la nuova ambasciata del suo paese a Canberra . In altri tempi sarebbe stata una visita di routine, invece ha assunto un significato molto più ampio dopo le recenti ritorsioni che il paese baltico ha subìto dalla Cina, scrive The Diplomat. Furiosa per l’apertura di un ufficio di rappresentanza taiwanese a Vilnius con il nome di Taiwan (e non del convenzionale Taipei), Pechino ha declassato le relazioni diplomatiche con la Lituania e ha messo in pratica un embargo di fatto dei suoi prodotti. Data l’esiguità delle esportazioni lituane verso la Cina, Pechino ha poi preso di mira le aziende europee che impiegano forza lavoro lituana e altri paesi legati a Vilnius, pensando che l’Unione europea avrebbe spinto la Lituania a fare un passo indietro e costretto Taiwan a rinominare il suo ufficio. Invece l’Unione ha presentato all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) un ricorso contro la Cina in difesa della Lituania. L’Australia, pur non essendo parte in causa, ha chiesto di essere inclusa nel processo di consultazione del Wto in quanto vittima delle ritorsioni commerciali di Pechino .

Questo articolo è uscito sul numero 1447 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati