“Un cartello ripete quello che dicono tutti gli altri, e lo fa con lettere educate e sfinite, con la voce di un’infermiera alla fine di un lungo turno, senza giochi di parole o disegni, solo una semplice osservazione: non ce la facciamo”, scrive il Saturday Paper. È questa la realtà che sta dietro allo sciopero di infermiere e infermieri organizzato nel New South Wales, il primo in dieci anni. Alcuni pazienti sono morti perché gli infermieri non sono arrivati in tempo a occuparsi di loro, denunciano gli scioperanti. La mobilitazione non è solo per il salario, anche se un aumento sarebbe giusto, ma soprattutto perché non è stata stabilita una proporzione tra pazienti e personale, che invece esiste in altri stati australiani. Nel New South Wales si calcolano le “ore di assistenza per paziente al giorno”, che, data la carenza di dipendenti, significa turni massacranti. Ma dopo due anni di pandemia, il ministro della sanità dello stato, Brad Hazzard, si rifiuta ancora di rispondere alle richieste di infermiere e infermieri. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1449 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati