Il 21 febbraio la corte costituzionale della Colombia, con il voto favorevole di cinque giudici su nove, ha depenalizzato l’interruzione di gravidanza fino alla ventiquattresima settimana. Finora l’aborto era autorizzato solo in caso di stupro, pericolo di vita per la madre e malformazione grave del feto. Le persone che ricorrevano all’interruzione volontaria di gravidanza per altri motivi erano punite con pene dai sedici ai 54 mesi di prigione. “La decisione della corte è un incentivo per il parlamento e il governo ad adottare subito politiche pubbliche che tutelino la salute e i diritti delle donne”, scrive El Espectador. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1449 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati