La rivoluzione
degli sdraiati

◆ Ho letto l’articolo sui giovani cinesi che decidono di smettere di correre dietro alla competizione e godersi quello che hanno (Internazionale 1459). Mi hanno ispirato un componimento che chiamerei Sonato. Spero che vi strappi un sorriso, al massimo giacerà qui (sdraiato).

Il Soldo è la minore
delle mire fa re, ma non regine
fa bemolle chi si siede
urla “non doremire”
se ti vede,

Il Soldo corre non ammira
diesistenza non ne sa,
solo chi si gode il sole
fa di nulla libertà.

Giulia B.

◆ Condivido la rivoluzione degli sdraiati. Sottrarsi ai ritmi frenetici imposti dal modello di sviluppo sociale cinese non può che essere benefico. Ridurre i consumi e accontentarsi di poco fa bene al pianeta.
Giovanni Di Leo

Precedenti

◆ Sembra di essere ormai di fronte a un dilemma riassumibile con le parole di Stefan Braun: “Inviare armi è una decisione che ci rende colpevoli; ma se non lo facciamo, siamo altrettanto colpevoli” (Internazionale 1459). Verrebbe da replicare citando la conclusione dell’editoriale di Giovanni De Mauro sullo stesso numero a proposito di un cacciabombardiere francese che costerà alla collettività quanto duemila ospedali di ventimila metri quadrati ciascuno. Non sarà una risposta appropriata ma quei numeri spronano a continuare a credere nella possibilità di una soluzione diplomatica alla guerra, una posizione più lungimirante rispetto a quella che attualmente va per la maggiore.
Daniele Baldisserri

Alla fine l’occidente si è svegliato

◆ Ho trovato molto interessante il punto di vista dell’ex ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkin sul cambio di strategia di Stati Uniti ed Europa rispetto alla guerra in Ucraina (Internazionale 1459). Soprattutto quando indica l’esercito di Mosca come una schiera di assassini, predoni e stupratori. Nel frattempo a Rimini sono state più di cento le segnalazioni di molestie sessuali durante l’adunata degli alpini. Ci sono stupratori in atto e stupratori in potenza.
Giovanni Bongera

Errata corrige

◆ Su Internazionale 1458 a pagina 106, nel 1971 ci furono 3.300 morti per incidenti stradali (di cui 700 pedoni) in tutti i Paesi Bassi.

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Questo articolo è uscito sul numero 1460 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati