Una famiglia di etnia mista lotta per sopravvivere e riunirsi dopo l’espulsione del padre dagli Stati Uniti. L’adolescente Talia, nata in America ma cresciuta in Colombia, scappa da un riformatorio sulle Ande e vola per ricongiungersi alla madre e ai fratelli a New York. Mentre si affretta a prendere l’aereo, le sono raccontati vent’anni di storia familiare. Le scene più indimenticabili del romanzo sono le descrizioni intime e meticolose dei paesaggi andini e della mitologia, della lunga storia di violenza della Colombia. La capacità di Engel d’immergersi in profondità nella storia e nel folclore si estende anche alla narrazione della vita del padre di Talia e del patriarca della famiglia, Mauro. Il romanzo cattura il romanticismo dei primi giorni degli immigrati nel nuovo paese con una tenerezza viscerale. La loro pelle si scurisce al sole del Texas. Vedono l’oceano per la prima volta. Il lettore soffre per la loro giovinezza perduta, ma poi si arrabbia per la loro credulità. Perché Talia e la sua famiglia non perdono mai la loro innocenza. Karla Cornejo Villavicencio, The New York Times

Questo articolo è uscito sul numero 1461 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati