“È il peggiore disastro ambientale mai avvenuto sulle coste del Perù, un crimine ecologico e un attentato contro l’umanità che ha danneggiato non solo la biodiversità del paese sudamericano, ma quella di tutto il mondo”, scrive il quotidiano La República riportando le conclusioni dell’inchiesta parlamentare sulla fuoriuscita di petrolio avvenuta lo scorso 15 gennaio sulla costa del Pacifico a nord di Lima. Secondo il rapporto, reso pubblico il 15 giugno, l’azienda spagnola Repsol, proprietaria della raffineria La Pampilla da cui è fuoriuscito il petrolio, è la responsabile principale dell’incidente, che ha contaminato migliaia di ettari di spiagge e riserve protette. L’azienda continua a negare ogni responsabilità.

Questo articolo è uscito sul numero 1467 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati