◆ Il settore del trasporto aereo è chiamato ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050 per contrastare la crisi climatica. L’obiettivo è stato annunciato dall’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (Icao), che non ha però fissato vincoli specifici per i quasi duecento paesi membri. Il trasporto aereo era stato esentato dagli impegni dell’accordo di Parigi del 2015, ricorda l’Associated Press. Così le compagnie aeree si sono limitate a compensare le emissioni prodotte con programmi di assorbimento dell’anidride carbonica, per esempio finanziando progetti di riforestazione. Ora però le compagnie dovranno attivarsi per ridurre le emissioni prodotte durante i voli, scrive il New York Times.

Saranno necessari investimenti miliardari per aumentare l’efficienza degli aerei, sviluppare carburanti ecologici e perfino progettare velivoli a idrogeno o elettrici. Forse si dovrà ridurre il traffico aereo e introdurre una tassa sulle emissioni. Finora il trasporto aereo ha avuto un trattamento fiscale vantaggioso. Mentre i combustibili per le automobili o per scaldare le case sono tassati, un accordo internazionale del 1944 esenta il carburante per gli aerei, scrive The Conversation. È un sistema iniquo perché tutti o quasi, indipendentemente dal reddito, devono scaldare le loro case, mentre a volare di più sono le persone ricche. Un eventuale intervento fiscale quindi dovrebbe tenere conto non solo della sostenibilità, ma anche dell’equità.

Questo articolo è uscito sul numero 1482 di Internazionale, a pagina 106. Compra questo numero | Abbonati