dello scrittore e studioso sudafricano Jonny Steinberg è un libro splendido, ma terribilmente triste. Si fatica a immaginare quanto dolore abbiano sopportato – e si siano procurati l’un l’altro – Nelson e Winnie Mandela, che furono sposati dal 1958 al 1996, periodo che comprende i 27 anni di detenzione di Nelson, fino al 1990. A partire dalle trascrizioni delle loro conversazioni in carcere, Steinberg scrive qualcosa di più di una biografia: intreccia i percorsi divergenti di due personaggi enormi, ma contraddittori, entrambi vittime della crudeltà del regime dell’apartheid. Al centro di The plot to save South Africa del giornalista Justice Malala c’è ancora Mandela: due anni dopo essere uscito di prigione, il leader dell’African national congress deve riportare la calma nel paese sull’orlo della guerra civile per l’omicidio del leader del Partito comunista Chris Hani. Malala non arriva a scrivere che Mandela fu impeccabile, ma gli riconosce l’abilità di aver sempre usato i toni giusti, e di aver sfruttato quella crisi per accelerare il passaggio alla democrazia. The Guardian

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Questo articolo è uscito sul numero 1514 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati