Pubblicato nel 2013 da una casa editrice trans (ora scomparsa) e riproposto oggi da un editore mainstream, Nevada non è certo il primo romanzo su personaggi transgender. Ma è forse il primo romanzo realista. È sfrontato, non del tutto cinico, a volte stravagante. È, se vogliamo, punk rock. “Essere in una band con un’altra donna trans è il massimo”: Nevada è il tentativo di Imogen Binnie di creare, metaforicamente, quella band. La protagonista, Maria Griffiths, 29 anni, si rivolge ad altre donne trans sui blog dei primi anni duemila, ma non riesce a mettere insieme la sua vita offline. Vuole rompere con la sua fidanzata Steph, ma è Steph a rompere con lei. Perde anche il suo lavoro in una prestigiosa libreria di libri usati. Poi ruba l’auto di Steph e parte per il Nevada nel tentativo, per una volta nella vita, di scoprire cosa vuole e cosa le piace. Nevada è un romanzo on the road in cui nessuno, emotivamente o esistenzialmente, arriva da nessuna parte.
Stephanie Burt, The New Yorker

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1518 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati