Stimolanti, ipnotici, antistaminici, diuretici, ansiolitici: nel progetto Spiked la fotografa francese Camille Gharbi passa in rassegna, rielaborandoli, alcuni dei farmaci usati dagli uomini per alterare chimicamente lo stato psichico delle donne che hanno aggredito o violentato. Attraverso una scelta formale fredda, l’artista registra con scrupoloso distacco le sostanze psicoattive somministrate con intenti criminosi, creando una ricostruzione dolorosa di still life in cui ogni immagine è collegata a fatti realmente accaduti in Francia.
Tra gli aggressori ci sono ingegneri, camionisti, pensionati, politici, studenti, quasi a dimostrare che la violenza è endemica e si propaga in ogni settore in forma subdola, spesso invisibile. Spiked è il primo capitolo di una ricerca più ampia dal titolo Intimate convictions, in cui Gharbi intende riflettere sulla costruzione delle relazioni di potere nella società, esaminando il significato che la violenza assume quando si verifica nelle nostre interazioni più private.
“Quando i mezzi d’informazione francesi hanno cominciato a parlare del caso Pelicot nella primavera del 2023”, spiega l’autrice, “sono rimasta profondamente scioccata dalla triste banalità della cultura dello stupro, emersa dal fatto che così tanti uomini, di età compresa tra i 20 e i 70 anni, di tutte le estrazioni sociali, fossero capaci di andare a casa di uno sconosciuto per violentarne la moglie inconsapevole, senza fare domande. La sottomissione chimica è il culmine della mercificazione dell’altro, rappresentata dai crimini sessuali, poiché implica la privazione di ciò che definisce l’umanità della vittima, ovvero la sua coscienza”.
Secondo Gharbi, questi reati sono spesso erroneamente associati alla vita notturna e al consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani, tendenza che porta a minimizzarli o a normalizzarli.
La natura stessa dei fatti e la frequente mancanza di prove, inoltre, rendono difficile attestare l’evento: come dimostrare ciò che non si può vedere o che non si è visto mentre si era incoscienti?
Questo progetto intende gettare una luce su alcuni degli elementi che contribuiscono alle diverse forme di violenza di genere rendendo visibili i profili degli aggressori: su ognuno dei farmaci rappresentati sono riportate la professione e l’età degli uomini che se ne sono serviti. ◆








◆ Spiked è stato realizzato in collaborazione con l’ospedale Fernand-Widal di Parigi, l’unità di medicina legale dell’ospedale Hôtel-Dieu di Parigi, il Centro di risorse per professionisti che lavorano con gli autori di violenza sessuale (Criavs) dell’ospedale Ville Evrard di Neuilly-sur-Marne e l’unità di medicina legale dell’ospedale Raymond-Poincaré, a Garches. Questa ricerca è candidata al Prix Elysée 2025 ed è stata sviluppata grazie al sostegno del museo Photo Elysée di Losanna, in Svizzera.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1598 di Internazionale, a pagina 64. Compra questo numero | Abbonati