◆ Una parte della calotta glaciale nel nordovest della Groenlandia era completamente scomparsa appena settemila anni fa, a una temperatura che potrebbe essere raggiunta nuovamente entro la fine di questo secolo. È la conclusione di uno studio pubblicato su Nature Geoscience, che ha analizzato i sedimenti e le rocce raccolti a cinquecento metri di profondità sotto il Prudhoe dome, un accumulo di ghiaccio con una superficie pari a quella del Lussemburgo. Usando una tecnica basata sugli infrarossi, i ricercatori hanno stabilito che circa settemila anni fa il suolo in quel punto era esposto alla luce solare, il che significa che la calotta glaciale era scomparsa. In quel periodo la temperatura estiva era tra i 3 e i 5 gradi più alta rispetto a quella attuale, un livello che potrebbe essere toccato di nuovo prima del 2100 a causa del cambiamento climatico. La trivellazione del Prudhoe dome è stata realizzata nell’ambito del progetto GreenDrill, finanziato dalla National science foundation statunitense, che ha raccolto campioni di suolo in diversi punti della Groenlandia settentrionale. Ricerche precedenti avevano concluso che quella parte dell’isola era completamente libera dai ghiacci circa quattrocentomila anni fa, ma la scoperta che la calotta settentrionale si era fusa di nuovo all’inizio dell’olocene, un periodo caratterizzato da un clima relativamente stabile, suggerisce che sia molto più sensibile del previsto alle fluttuazioni della temperatura.

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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati