La significativa presenza di donne negli eserciti della prima era moderna è un argomento totalmente sconosciuto. In _Suiveuses de guerre _la storica Marion Trévisi ci racconta che prima della rivoluzione francese la presenza femminile negli eserciti si può stimare tra il 5 e il 10 per cento del totale. Sfacciata inserviente della mensa, fragile moglie del capitano o prostituta dissoluta: alcuni stereotipi odiosi hanno sempre cancellato la verità. Le donne che seguivano i militari nelle loro interminabili campagne arrivavano dalle esperienze più diverse e i loro ruoli erano spesso intercambiabili. La moglie di un soldato poteva diventare un’assistente di servizio o viceversa; un’inserviente della mensa poteva essere stata vittima di stupro o di rapimento in un paese conquistato. Il loro status quasi sempre incerto, poi, le rendeva particolarmente esposte a qualsiasi tipo di violenza o sopruso. Alla fine Trévisi riesce a restituire piena umanità a queste protagoniste dimenticate di epoche tumultuose, senza mai cedere alla tentazione dell’aneddoto. Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati