Mentre al fronte si continua a combattere, la Russia sta prendendo di mira le infrastrutture energetiche ucraine. L’obiettivo è lasciare la popolazione senza elettricità e riscaldamento nei giorni più freddi dell’inverno. Una serie di attacchi nella notte del 13 gennaio ha lasciato senza energia il 70 per cento di Kiev ( nella foto ). È stata bombardata anche Charkiv, con un bilancio di almeno quattro morti. Il giorno dopo è stata invece colpita la città di Kryvyj Rih, dove 50mila persone sono rimaste al buio. Come spiega il Kyiv Independent, questi attacchi arrivano pochi giorni dopo che un massiccio bombardamento su Kiev, con missili balistici e droni, aveva ucciso quattro persone, ferendo n e più di venti. Il Cremlino ha dichiarato che l’attacco era la reazione a un presunto raid ucraino contro una delle residenze del presidente Vladimir Putin, accusa però smentita dalle indagini dell’intelligence statunitense e negata dalle autorità ucraine, secondo cui si tratterebbe di una “menzogna” usata per sabotare i negoziati di pace. Nel frattempo Kiev ha intensificato le operazioni offensive in territorio russo, compresi attacchi con droni su obiettivi energetici e logistici.
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati