◆ Gli effetti negativi del cambiamento climatico si stanno manifestando prima del previsto, ma i governi e le istituzioni internazionali continuano a sottovalutare i rischi per l’economia e il sistema finanziario globale, avverte un rapporto realizzato dall’università di Exeter e dall’istituto degli attuari britannici. Negli ultimi anni l’aumento delle temperature medie ha subìto un’improvvisa accelerazione, che molti climatologi hanno attribuito alla perdita dell’effetto riflettente dell’aerosol atmosferico dovuta alla riduzione delle emissioni di polveri sottili. Questa tendenza è stata confermata dagli ultimi dati dell’osservatorio europeo Copernicus, secondo cui il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato dopo il 2024 e il 2023, con una temperatura media superiore di 1,47 gradi rispetto a quella del periodo preindustriale. Copernicus avverte che il superamento della soglia degli 1,5 gradi di riscaldamento, fino a pochi anni fa previsto intorno al 2045, potrebbe avvenire entro la fine del decennio. Questa accelerazione significa che il rischio di shock finanziari dovuti all’aumento dell’inflazione e all’impossibilità di assicurare le proprietà nelle aree minacciate dagli eventi estremi aumenterà drasticamente nei prossimi anni, avverte il rapporto britannico. Per evitare il rischio di “insolvenza planetaria”, le autorità finanziarie dovrebbero smettere di considerare solo le stime più prudenti sul cambiamento climatico e preparare piani di contingenza per gli scenari peggiori.

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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati