In una fabbrica cinese che per conto della Pop Mart produce i Labubu, i pupazzi che nel 2025 hanno spopolato in molti paesi del mondo, s’impiega manodopera minorenne, senza adeguate tutele e sottopagata. Lo rivela un rapporto di China labor watch (Clw), un’ong con sede negli Stati Uniti, secondo cui un terzo della forza lavoro in una fabbrica nello Jianxi è stata reclutata tramite agenzie interinali e i lavoratori hanno dovuto firmare contratti in bianco, in violazione della legge. La situazione in quello stabilimento non è un caso isolato ma è comune al settore manifatturiero, che privilegia la velocità, la flessibilità e il contenimento dei costi rispetto alle tutele per i lavoratori. La Clw ha mandato operai sotto copertura nello stabilimento per due mesi, nel corso dei quali hanno intervistato 15 persone impiegate in diverse fasi della produzione. Grazie alle vendite dei Labubu la crescita anno su anno della Pop Mart nelle Americhe è aumentata del 1.200 per cento nel terzo trimestre del 2025. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 35. Compra questo numero | Abbonati