Victor interpreta Agnes, insegnante neolaureata che vive in una casa in campagna e che, a seconda del suo umore, può essere accogliente e confortevole o isolata e spaventosa. Stati d’animo opposti – conforto e terrore, solidità e paralisi, rabbia e dolore – animano un film in cui Agnes deve riprendersi da quella che lei chiama “una cosa brutta che mi è successa”. La “cosa brutta” non è il punto. La preoccupazione principale dell’autrice sono le sue conseguenze, cupi promemoria di quanto siano comuni le “cose brutte” nella vita di tante donne. Victor è arrivata al cinema attraverso internet, con i suoi video diventati virali sui social. Il passaggio al grande schermo non è sempre aggraziato, ma si capisce il perché del suo successo. La combinazione di umorismo impassibile con un tocco più duro fa pensare a una sarcastica cugina americana di Phoebe Waller-Bridge (Fleabag).
Ann Hornaday, The Washington Post

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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati