Il 13 gennaio, a due giorni dalle presidenziali e legislative a cui sono chiamati a votare 21,6 milioni di ugandesi, il governo di Kampala ha bloccato l’accesso a internet e ha limitato i servizi di telefonia mobile, ufficialmente per arginare la disinformazione, le frodi e le istigazioni alla violenza sui social media. Ma, come fa notare The East African, la misura limita anche il margine di manovra delle missioni di osservazione elettorale, facilitando la manipolazione dei risultati. Grazie a due riforme costituzionali Yoweri Museveni, 81 anni, al potere dal 1986, può concorrere per il settimo mandato ed è ancora il favorito. Di sei rivali, il più temibile è Robert Kyagulanyi, 43 anni, ex rapper noto come Bobi Wine ( nella foto ), già candidato alle elezioni del 2021 e che è spesso finito nel mirino della repressione. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani denuncia un contesto elettorale teso, caratterizzato da violenze e minacce verso oppositori, giornalisti e chiunque esprima dissenso.
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati