La piattaforma di distribuzione musicale Bandcamp il 13 gennaio ha annunciato che non ospiterà i brani generati dall’intelligenza artificiale. “Vogliamo che i musicisti continuino a fare musica e che i fan abbiano la certezza che quella presente su Band­camp sia stata creata da esseri umani”, ha dichiarato l’azienda in un messaggio su Reddit. Le nuove linee guida stabiliscono che la musica e l’audio generati “interamente o in parte sostanziale dall’ia” non sono consentiti e che non è permesso usare l’intelligenza artificiale per impersonare altri artisti o stili. I generatori di musica basati sull’ia, come Suno, sono diventati sempre più sofisticati, producendo brani indistinguibili da quelli fatti da esseri umani, e riescono così anche a scalare le classifiche di vendita. Non è chiaro se le canzoni generate in questo modo siano legali. La Suno sta affrontando alcune cause legali intentate dalle case discografiche Sony e Universal, che l’accusano di aver addestrato la sua intelligenza artificiale con materiale protetto dal diritto d’autore. Questo, però, non ha scoraggiato la Silicon valley. A novembre la Suno ha raccolto 250 milioni di dollari di finanziamenti da vari fondi d’investimento. A differenza di Spotify o di Apple Music, Band­camp non paga gli artisti in base alle riproduzioni, ma gli permette di vendere i brani in formato digitale, affiancandoli a prodotti fisici come il merchandising dei musicisti e le registrazioni su cd o vinile. Amanda Siberling, TechCrunch

Yagi Studio/Getty

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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati