◆ A causa del cambiamento climatico i principali paesi produttori di caffè stanno diventando troppo caldi per queste piantagioni, avverte uno studio realizzato da Climate Central. La pianta viene coltivata solo all’interno della fascia del caffè, tra il tropico del Cancro e quello del Capricorno, in presenza di specifiche condizioni di temperatura e umidità. La varietà arabica, quella con il maggior valore commerciale, è particolarmente delicata. Oltre i 30 gradi le piante possono soffrire di stress termico, che riduce la produttività e la qualità dei chicchi e le rende più vulnerabili alle malattie. Secondo la ricerca tra il 2021 e il 2025 il Brasile, il Vietnam, la Colombia, l’Etiopia e l’Indonesia, che insieme rappresentano il 75 per cento della produzione mondiale, hanno registrano in media 57 giorni in più all’anno con temperature oltre i 30 gradi. Il paese maggiormente colpito è stato il Salvador, con 99 giorni di caldo eccessivo in più. La riduzione dei raccolti dovuta agli eventi estremi e al cambiamento delle condizioni climatiche è uno dei principali motivi della recente impennata del prezzo del caffè, che tra il 2023 e il 2025 è quasi raddoppiato. Il fenomeno colpisce soprattutto i piccoli coltivatori, che coprono circa il 60 per cento della produzione globale ma non dispongono delle risorse finanziarie necessarie per adattarsi alle nuove condizioni, per esempio piantando alberi d’alto fusto per riparare le piante di caffè dalla luce solare diretta e arricchire il suolo.

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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati