Apriti comprende cinque racconti, ciascuno con un protagonista molto diverso. In quello di apertura, Galles, incontriamo un bambino di dieci anni appassionato di calcio; in Aberkariad, un cavalluccio marino impegnato in un viaggio di scoperta; in Il piccolo mago, un impiegato frustrato; in Il passeggero, un turista in vacanza con la fidanzata; e in Denti di compleanno, un ragazzo convinto di essere un vampiro. Leggere questi racconti ci permette di immergerci per un poco nella vita di questi protagonisti, di abitare la loro mente e il loro corpo, e di provare quell’intensa miscela di empatia, identificazione, desiderio e ripugnanza che è un tratto distintivo della buona letteratura. Nel giro di poche, intense pagine arriviamo ad amare questi personaggi e insieme ad averne paura, a fare il tifo per loro e a disapprovarli, a essere attratti e respinti dalla profondità e dall’intensità della loro presenza. Questo rapporto ipercomplesso tra personaggio e lettore mi sembra una prerogativa speciale della letteratura rispetto a tutte le altre arti; e questo libro dimostra al di là di ogni dubbio che Thomas Morris ne è un maestro. Ho descritto il libro come un’opera di “realismo psicologico”, ma potrebbe essere una definizione fuorviante. Questi racconti non sono sempre limitati dai confini di quella che di solito chiamiamo realtà. Uno, per esempio, è ambientato completamente sott’acqua, in una famiglia di cavallucci marini; in un altro il protagonista ricorda nel dettaglio l’esperienza di essere stato rapito dagli alieni a otto anni. Anche nei racconti più smaccatamente “realistici” si insinua, a suo modo, un senso destabilizzante di irrealtà. Nel racconto di apertura, Galles, il nostro protagonista Gareth, di dieci anni, ricorda di essersi separato dalla madre in un negozio quando aveva quattro anni. “Cercando i dvd, aveva trovato uno stretto corridoio azzurro. Ci si era infilato da solo. Il pavimento era inclinato e c’era un tale silenzio, un tale silenzio che Gareth si era reso conto di essere entrato in un interstizio segreto tra questo mondo e un altro. Prima di trovarsi di nuovo accanto alla mamma nel reparto cartoleria erano passati anni”. Ma questo, si chiede il lettore, è successo davvero? Forse sì, o forse no. Sappiamo però che per Gareth è davvero successo. Sally Rooney, Literary Hub
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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati