La proboscide degli elefanti è un sofisticato organo sensoriale. La sua punta è ricoperta da circa mille baffi specializzati che sono stati studiati nel dettagli con microtomografia, microscopia elettronica e test meccanici. A differenza di quelli dei roditori, spiegano i ricercatori su Science, non ricrescono se vengono persi e presentano una struttura particolare: rigidi alla base, morbidi e flessibili come la gomma all’estremità. Questa conformazione li rende dei sensori tattili di grande precisione, capaci di trasmettere informazioni dettagliate sull’ambiente, tanto da permettere all’elefante di raccogliere una patatina senza romperla.
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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 103. Compra questo numero | Abbonati