Davanti ai costi crescenti dei chip di memoria i produttori di telefoni, computer, console per videogiochi e altri dispositivi elettronici sono davanti a una scelta molto difficile, scrive il Wall Street Journal: aumentare il prezzo finale applicato ai consumatori, tagliare le spese o cambiare le caratteristiche dei prodotti. L’impennata dei prezzi è dovuta alla carenza dell’offerta provocata dall’enorme domanda di memoria proveniente dalle aziende che investono nei data center destinati all’intelligenza artificiale. La Dell, per esempio, ha aumentato del 30 per cento i prezzi di alcuni suoi computer portatili, mentre la rivale Acer ha ridotto la disponibilità di memoria installata sui suoi prodotti.
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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati