Mentre a Ginevra cominciava il terzo round dei colloqui tra Russia e Ucraina, con la mediazione di Washington, l’esercito di Mosca ha proseguito gli attacchi contro infrastrutture e obiettivi civili ucraini. Tra il 17 e il 18 febbraio i russi hanno colpito diverse regioni del paese, causando almeno cinque morti e trenta feriti. La forze ucraine hanno invece attaccato un terminal petrolifero nella regione russa di Krasnodar. A Kiev, intanto, continuano le indagini sullo scandalo di corruzione venuto alla luce alla fine dello scorso anno e riguardante le attività della compagnia energetica Energoatom. Come spiega il Kyiv Independent, il 15 febbraio è stato arrestato l’ex ministro dell’energia Herman Haluščenko mentre cercava di lasciare il paese in treno. A Mosca, invece, l’autorità per le comunicazione, il Roskomnadzor, sta inasprendo le restrizioni sull’uso dell’app di messaggistica Telegram, molto usata dai soldati e dai blogger militari nazionalisti. “L’unica spiegazione logica è che il Cremlino voglia mettere a tacere i blogger. Sono stati molto utili durante il conflitto, ma in caso di cessate il fuoco i loro account di propaganda diventerebbero una minaccia per Putin, che teme l’ira dei suoi generali”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati