Hector Retamal, Afp/Getty

Una serie di test di laboratorio svolti in Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito hanno rivelato che il dissidente russo Aleksej Navalnyj (nella foto), morto in una colonia penale il 16 febbraio 2024, era stato avvelenato con l’agente tossico epibatidina. “In realtà non ci sono mai stati dubbi: Navalnyj è stato assassinato per volere di Putin”, scrive sulla sua pagina Facebook l’economista russo Konstantin Sonin, spiegando che il veleno usato, ricavato dalla pelle di una rana dell’Ecuador, era stato sintetizzato dodici anni fa nei laboratori dell’Fsb, i servizi di sicurezza russi.

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati