Ci sono cose che non mi sono piaciute nel modo in cui i miei genitori hanno cresciuto me e mio fratello, ma oggi che sono padre mi ritrovo molto più simile a loro di quanto pensassi. È inevitabile riproporre lo stesso modello genitoriale? –Ernesto

Tempo fa descrivevo al mio analista la composizione della mia famiglia d’origine: ci sono i miei genitori, io e mio fratello – talmente vicini d’età da sembrare gemelli – e una sorella più piccola. “È interessante”, ha commentato, “nonostante il percorso poco tradizionale con cui è diventato padre – la gestazione per altri – ha finito per riproporre una struttura familiare simile a quella da cui proviene”.

In effetti noi siamo due genitori, due figlie gemelle e un ragazzino più piccolo. Se poi avessi aggiunto che, dopo dieci anni all’estero, mi sono ritrovato ad abitare nella stessa strada di Roma in cui sono nato e cresciuto, la somiglianza sarebbe ancora più lampante. È inevitabile, quando mettiamo su famiglia, essere influenzati dal modello in cui siamo cresciuti. Quello che dobbiamo fare, però, è mettere a fuoco le dinamiche della nostra famiglia d’origine che non ci sono andate bene e cambiarle.

Nel mio caso, per esempio, il modo in cui si parla di sesso in casa, la reazione ai voti a scuola, l’esposizione a temi di politica e attualità. Oppure non aver paura di rompere con l’esperienza di provenienza: io mi sono separato e ho un nuovo compagno. Somigliare ai nostri genitori non è un problema, basta essere coscienti degli aspetti su cui vogliamo fare scelte diverse.

Questo articolo è uscito sul numero 1469 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati