**◆ **Se Dio è in ogni tempo e in ogni luogo, la letteratura non è da meno. Non è così esagerato come sembra, se guardiamo a cosa si scrive oggi. Da una parte non ci sorprende che sia un tema l’intelligenza artificiale, è il contemporaneo. Cito per tutti Macchine come me di Ian McEwan, del 2019. Dall’altra ci meraviglia Paolo Sortino che va a raccontare l’estremo opposto in Amanti elementari , un romanzo completamente privo di nomi propri. Non può nominare il chi e il dove perché ci troviamo prima, prima di tutto. Nel pre-umano, nel pre-verbale, quando ancora non eravamo persone ma esemplari maschi e femmine, già raccolti però in piccole comunità per difenderci dagli altri, dalle fiere, dagli eventi atmosferici distruttivi del mondo all’inizio. Avevamo le pellicce come parte del corpo, eravamo quadrupedi che appena cominciavano ad alzarsi. Uso il noi per riconoscere la forza evocativa di questo libro che ci convoca al fianco dei nostri progenitori scimmieschi. È così spontaneo identificarsi con il giovane che si sottrae al dominio del maschio alfa ed esce dal branco, o con la femmina che non lo vuole subito ma lo invita a scoprirsi a vicenda in una lingua fatta di sguardi e odori, inseguimenti e sottrazioni. Paolo Sortino racconta il principio della coscienza e l’invenzione dell’amore, in una natura infida e violenta. E la nostra antenata che indice la prima rivoluzione contro un maschio alfa.
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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati





