Sono passati due mesi da quando il governo australiano ha chiesto alle aziende tecnologiche di disabilitare i profili social dei minori di 16 anni. Snapchat, tramite un comunicato, afferma di aver bloccato quattrocentomila utenti, ma evidenzia i limiti della tecnologia di riconoscimento facciale per stimare l’età: “Ciò significa che alcuni utenti sotto i 16 anni potrebbero entrare, mentre altri sopra i 16 anni resterebbero fuori”, spiega l’azienda. All’inizio di gennaio anche la Meta ha annunciato di aver bloccato mezzo milione di profili, ma aveva invitato il governo australiano a impegnarsi in modo costruttivo con le aziende per “trovare una soluzione migliore” per verificare l’età.

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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati