L’ufficio stampa della Bbc ci tiene a ricordare che Matt Brittin, futuro direttore dell’emittente e già presidente di Google per Europa, Medio Oriente e Africa, era nella squadra di canottaggio britannica a Seoul nel 1988 e ha vinto un bronzo ai mondiali l’anno dopo. L’entusiasmo che accompagna il curriculum da rematore è inversamente proporzionale a quello televisivo: Brittin non ha alcuna esperienza editoriale e il suo rapporto con il servizio pubblico è tutto da costruire. Per Google si occupava di tenere buoni governi e partner commerciali e di promuovere l’intelligenza artificiale generativa. Ora dovrà negoziare con il governo il futuro del canone e della Royal charter, in scadenza nel 2027, che la ministra della cultura Lisa Nandy vorrebbe rendere permanente (e non più decennale) per garantire maggiore stabilità all’emittente. La domanda è se la Silicon valley sia la cura o la malattia. Nel rigoroso profilo tracciato dal Guardian, Brittin viene fuori come un manager dal piglio “meno arrogante” dei tipi della big tech e dallo spiccato talento organizzativo, qualità che, spesso, si attribuisce a ogni abile tagliatore di teste. Ma il punto vero è che il servizio pubblico europeo – in tutte le sue declinazioni nazionali – è a un bivio che riguarda la sua identità. Affidare la più autorevole emittente del mondo a un ex dirigente di Google è, nel migliore dei casi, una scommessa. Nel peggiore, una resa. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati