Tornare a viaggiare lontano, lontano. Andare alle isole Lofoten. Divertirmi di più. Pensare in grande e agire in piccolo. Cambiare casa senza cambiare quartiere. Com­prare meno dischi. Disdire quel contratto. Vedere finalmente il film Popeye – Braccio di ferro di Robert Altman. Non essere frettolosa. Fare ordine nelle password. Lavorare a maglia tutto l’anno per confezionare maglioni e sciarpe da regalare a Natale del 2022. Vedere tanti, ma proprio tanti, tanti paesaggi diversi. Fare più attenzione. Concedermi qualche giorno di relax. Imparare a osservare. Piantare un ulivo. Andare a un concerto. Dedicarmi ai colori. Riciclare di più e sprecare di meno. Organizzare spettacoli pazzeschi in un piccolo teatro di quartiere. Sciare parecchio. Fare un viaggio in barca a vela. Trasferirmi in una casa con una lavastoviglie. Ricominciare. Leggere Tacito e Plutarco. Più film, meno serie. Smettere la raccolta differenziata e vivere in libertà finalmente. 42,195 chilometri. Diventare la regina delle verticali sulla testa. Dormire in un ryokan. Lavorare meno e giocare di più. Preparare una serie di copertine all’uncinetto. Pistol squat. Imparare a montare le cose. Leggere almeno un romanzo di fantascienza di Nnedi Okorafor. Passare più tempo nella natura. Realizzare quello dell’anno scorso. Sempre forza Lokomotiv Prenestino (verde e gialla). Il contrario del senso dell’umorismo. Roma-Ostia, non aggiungo altro. Spegnere il computer almeno una settimana all’anno. Godermi lo spettacolo dei miei figli che crescono. Diffondere i libri di bell hooks. Bere più vino. Risparmiare i nervi, e arrabbiarmi solo quando ne vale la pena. Leggere finalmente la Recherche di Proust. Non prendere un gatto. Andare a Mosca. Approfondire. Come ogni anno, questi sono i buoni propositi della redazione di Internazionale. E i vostri? ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1441 di Internazionale, a pagina 9. Compra questo numero | Abbonati