L’istituto penitenziario per minorenni Cesare Beccaria a Milano, 1997 (Stefano G. Pavesi, Contrasto)

Quando si parla di carceri, i numeri da soli non raccontano le storie o le condizioni di vita materiali, ma sono comunque un punto di partenza e possono aiutare a farsi un’idea generale. Per questo è sempre interessante la lettura dei rapporti dell’associazione Antigone, che si occupa dei diritti delle persone detenute. Questa settimana è uscito il loro ottavo rapporto sulla giustizia minorile. In Italia ci sono 19 carceri minorili in cui sono rinchiusi 572 ragazze e ragazzi, tra minorenni e giovani adulti. Di questi, 344 hanno tra i 14 e i 17 anni; 44 hanno tra i 14 e i 15 anni. Le ragazze sono 21. Gli stranieri 242, cioè il 42 per cento del totale. I ragazzi italiani detenuti per delitti di violenza sessuale e stalking sono 41; gli stranieri 24. Tra i minorenni detenuti per omicidio, tutti maschi, 14 sono italiani; due sono stranieri. Nel 2022 i detenuti nelle carceri minorili erano 318. L’aumento degli ultimi anni è dovuto soprattutto al cosiddetto decreto Caivano, che ha reso più semplice incarcerare i minorenni. Nel 2024 le denunce di minorenni sono state 38mila, con un calo del 17 per cento dal 1995, quando erano state 46mila. L’Italia è tra i paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi: 363,4 ogni centomila abitanti, quasi la metà della media europea. Al Beccaria di Milano, in cinque anni l’uso di antipsicotici e benzodiazepine è aumentato del 110 per cento. Nell’istituto di Casal del Marmo, a Roma, nel 2024 ci sono stati 188 episodi di autolesionismo e 17 tentativi di suicidio. In Italia il 13,8 per cento di tutti i minorenni vive in condizioni di povertà assoluta, mentre l’uso di psicofarmaci nella popolazione pediatrica è raddoppiato tra il 2016 e il 2024. L’83,1 per cento dei ragazzi minorenni detenuti è in carcere per un provvedimento di custodia cautelare; il 39,5 per cento aspetta il primo grado di giudizio. L’anno scorso gli iscritti ai corsi di alfabetizzazione che si svolgono in carcere sono stati 308; 65 ragazzi e ragazze hanno frequentato percorsi di primo grado; trenta percorsi di secondo grado. Tre sono iscritti a corsi universitari. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati