Quando un nuovo anime comincia a fare scalpore, è facile essere scettici: non sempre il successo di pubblico corrisponde a una qualità elevata. Ogni tanto però salta fuori una serie che non solo conferma le aspettative, ma le supera di slancio. Il monologo della speziale (in streaming su Crunchyroll e Netflix) è una di queste gemme rare.
Oltre alla premessa accattivante e alla trama intricata, a renderla sensazionale è il modo in cui lo sviluppo dei personaggi, il ritmo, la ricchezza dell’ambientazione, il mistero e l’estetica si combinano per formare un’amalgama completa e coinvolgente. Perciò la serie può piacere agli appassionati di drammi storici, a quelli che amano i gialli e a chi apprezza gli eroi forti e intelligenti, capaci di conquistare sia i veterani dei manga sia i neofiti.
Dal bordello alla corte imperiale
Ambientato in una corte imperiale ispirata a quella dell’antica Cina, Il monologo della speziale immerge lo spettatore in un mondo che raramente è stato esplorato negli anime. Si distingue per l’accuratezza storica e culturale, offrendo un’esperienza che è piacevole e addirittura istruttiva. Dagli abiti intricati alla rigida struttura sociale della corte, tutto è curato in modo meticoloso. Questo sfondo ricco aggiunge profondità e autenticità alla vicenda, ma svolge un ruolo importante anche nel modellare la tensione narrativa e l’intrigo della trama. La corte imperiale è un luogo caratterizzato da costanti lotte di potere, segreti e guerre silenziose. È il palcoscenico perfetto per una protagonista come Maomao, un’eroina insolita nel mondo dei manga.
Figlia adottiva di un medico eunuco, è una specie di tuttofare in una casa di piacere che, dopo essere stata rapita, finisce a lavorare come serva nella corte imperiale. Non ha poteri magici né è una guerriera abile con la spada, ma è una speziale dalla mente affilata, spinta dall’amore per la scienza e da una curiosità inesauribile. Le sue competenze in erboristeria e i suoi metodi non convenzionali la distinguono dal resto della corte.
La giovane Maomao è convincente e affascinante anche grazie alla sua complessità morale e alla sua profondità emotiva. Non è animata dal desiderio di fama o ricchezza, ma dalla volontà di comprendere il mondo che la circonda. La sua sfida alle norme sociali e il suo rifiuto di essere inquadrata creano un personaggio con cui è facile identificarsi. Il viaggio di Maomao non è solo ricco di misteri da risolvere, ma anche motivato dalla volontà di trovare il suo posto in un mondo che la sottovaluta costantemente.
Uno degli aspetti più interessanti della serie è l’uso magistrale del mistero. Ogni episodio contiene un enigma indipendente: una strana malattia, una morte sospetta, un intrigo di corte. I casi che Maomao deve risolvere sono avvincenti e anche legati alla logica e alla scienza del mondo reale, con frequenti rimandi all’erboristeria e alla medicina. Le loro soluzioni non piovono dal cielo all’improvviso. Gli indizi sono presentati in modo sottile, progressivo, incoraggiando lo spettatore a riflettere insieme a Maomao.
La giovane speziale occupa saldamente il centro della scena. Accanto a lei spicca un altro personaggio, il nobile Renshi, misterioso funzionario di corte eunuco che sembra voler prendere Maomao sotto la sua ala protettrice. L’enigmatica presenza di Renshi è complementare al pragmatismo di Maomao e la tensione positiva tra di loro mantiene costantemente alta l’attenzione.
Del resto ogni personaggio secondario è qualcosa di più che un rumore di fondo. Praticamente ognuna delle tante figure di contorno ha le sue motivazioni, i suoi segreti e un suo arco narrativo. Tutto questo è la prova di un notevole lavoro di scrittura il cui obiettivo è anche la creazione di un mondo complesso.
Un altro elemento unico della serie è il suo rispetto incrollabile per la conoscenza, in particolare nel campo della medicina e della chimica. Le competenze di Maomao diventano un aspetto centrale della storia e la serie non lesina spiegazioni di concetti complessi.
L’approccio scientifico ancora alla realtà gli elementi più fantastici della serie, conferendo al tutto un senso di veridicità. Osservare Maomao mentre fa una diagnosi o prepara un antidoto basandosi sulle prove empiriche aggiunge credibilità alla narrazione.
In più, in un contesto storico in cui le donne solitamente erano considerate ornamenti sacrificabili, Il monologo della speziale offre con discrezione una prospettiva rivoluzionaria. Maomao sfida la tradizionale separazione dei generi non attraverso proclami chiassosi: si afferma in un mondo dominato dagli uomini non con la forza bruta, ma con la sua capacità di pensiero superiore agli altri.
Ragione e sentimento
Maomao non è l’unico personaggio femminile celebrato dalla serie. Sono tante infatti le donne che provano a migliorare le loro condizioni di vita in un sistema rigidamente patriarcale: dalle concubine che si tengono astutamente al sicuro dalle onnipresenti minacce alle serve che imparano a leggere per aumentare le proprie possibilità di successo, le donne forti vengono esaltate in ogni modo possibile. Ritratti che aggiungono ricchezza emotiva, profondità tematica e suggeriscono che la serie sia socialmente consapevole.
Aspetto particolarmente apprezzabile, il lato romantico è piuttosto smorzato. Anziché tuffarsi nel melodramma e nei cliché, la serie segue infatti un approccio lento. L’intesa tra Maomao e Renshi è carica di tensione, umorismo e rispetto reciproco. È un rapporto che si evolve naturalmente. Così l’elemento sentimentale arricchisce la trama senza diventarne per forza il focus principale.
In generale ogni elemento ha una sua dignità. Niente è messo lì solo per allungare il brodo. Ogni momento ha la sua funzione nel più ampio quadro narrativo.
E poi, nonostante l’ambientazione storica, i temi affrontati nel Monologo della speziale sono senza tempo. La curiosità, la determinazione, il senso di giustizia e il rispetto di sé vengono mostrati in tutte le loro sfumature.
La serie tocca anche argomenti come la corruzione, la disparità di classe, il valore dell’istruzione, la sessualità: temi che si ritrovano in molte culture e in molte epoche. Grazie a questi soggetti universali, va oltre il semplice intrattenimento e offre spunti che fanno riflettere anche dopo i titoli di coda. È il segnale della reale grandezza di un’opera.
Insomma Il monologo della speziale merita assolutamente il successo che sta incontrando. È un mix tra dramma storico e mistero che si rivolge sia al cuore sia alla mente, con una protagonista straordinaria, un mondo ricreato nei dettagli e una trama che rispetta lo spettatore. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati