Emanuele Arioli, scrittore e attore italofrancese, è famoso per la sua lunga e certosina ricerca che ha riportato al mondo le gesta del cavaliere di Ségurant. Una ricerca attenta ai dettagli, ai luoghi, al respiro del cavalierato medievale. Lo stesso autore ora ci regala un’opera altrettanto certosina, quasi enciclopedica, riemersa dai meandri delle biblioteche, sui cavalieri della tavola rotonda. Non a caso in Francia il libro è stato pubblicizzato con lo slogan “il ciclo arturiano come non l’avete mai visto”. La sensazione è proprio quella di essere davanti a qualcosa che colma ogni nostra lacuna sull’argomento. L’opera va oltre Lancillotto, Percival, Ywain, e ci fa scoprire figure dimenticate, altrettanto importanti. Parliamo di 150 paladini comparsi nei vari cicli. È un libro per appassionati, ma anche chi non sa nulla di re Artù, della ricerca del Graal e dei cavalieri può apprezzare la lettura. Ognuno di loro è lì con le sue gesta, i suoi amori. Arioli riesce a farne una lettura contemporanea, non di suprematismo, ma di varietà. Ci guida dentro questo universo maschile che sembra sempre in bilico tra sogno e realtà. Facciamo così la conoscenza di Baalan cavaliere d’Irlanda, Radouin il Persiano, Solinan del Bosco, Lamorat del Galles. Magnifiche le illustrazioni.

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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati