Terre di mezzo, 48 pagine, 16 euro Marc Majewski è un illustratore francese conosciuto e premiato in tutto il mondo. Ha un tratto giocoso, naif, ma sa essere di una profondità che ti squarcia l’anima. Il suo Parchi è un albo delizioso. Dentro c’è l’umanità come dovrebbe essere: viva, giocosa, riflessiva e tenera. Nelle pagine vediamo persone chiacchierare, mangiare, sognare, guardare la Luna, seguire la scia di un uccello in volo, cantare o stare in silenzio. E tutto avviene in un parco pubblico, anzi in una serie di parchi pubblici, che Majewsky descrive nella loro diversità e complessità. Con parole ridotte quasi all’essenziale, ci mostra questa varietà, riempiendo ogni angolo della pagina con un disegno fitto e dai forti contrasti. I parchi incantano, dice a un certo punto Majewski. Ed è proprio così. E questo incanto è frutto di ricerche e di viaggi che l’autore ha fatto in diversi parchi disseminati in tutto il mondo. Nella postfazione dell’albo infatti l’autore enumera quelli visitati, da Central Park, il grande cuore verde di Manhattan, al parco nazionale di Keibul Lamjao in India. E poi Las Pozas in Messico, Gardens by the bay a Singapore fino ad arrivare ai giardini di Tivoli nella capitale danese o al parco nazionale della Groenlandia nordorientale. Insomma, letteralmente il mondo.
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Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati