Amazon è stata multata in Italia con una sanzione da 1,12 miliardi di euro per pratiche scorrette destinate a favorire il suo servizio di logistica su amazon.it, la piattaforma per la vendita online. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) lo ha annunciato il 9 dicembre, affermando che Amazon ha danneggiato la concorrenza e rafforzato la sua posizione dominante nel mercato italiano. La comunicazione del garante, che si aggiunge a una serie di sanzioni inflitte di recente in Italia ad alcuni giganti di internet, definisce “particolarmente grave” la strategia di Amazon e chiede all’azienda di modificare i propri sistemi per garantire la concorrenza.

“Siamo in profondo disaccordo con la decisione (…) e presenteremo ricorso. La multa e gli obblighi imposti sono ingiustificati e sproporzionati”, ha reagito la multinazionale, aggiungendo che la sua attività sostiene “la crescita delle 18mila piccole e medie imprese italiane che vendono su Amazon”.

Dopo anni di atteggiamento passivo, l’Italia ha preso di mira le grandi aziende digitali statunitensi. Il 25 novembre la Apple e Google sono state condannate a pagare dieci milioni di euro ciascuna per aver omesso informazioni rilevanti agli utenti e aver usato illegittimamente i loro dati. Sempre a novembre il garante ha multato per più di duecento milioni di euro la Apple e Amazon per avere un accordo che impediva ad alcuni rivenditori autorizzati di vendere i prodotti della Apple e della Beats sulla piattaforma online.

Da sapere
Commercio online
Numero stimato di visitatori mensili dei maggiori siti di commercio online in Italia a partire dal luglio 2021, milioni. (fonte: STATISTA)

Venditori esclusi

Invece la multa da più di un miliardo di euro ad Amazon è dovuta al fatto che l’azienda ha vincolato “all’utilizzo del servizio logistica di Amazon l’accesso a un insieme di vantaggi essenziali per ottenere visibilità e migliori prospettive di vendite su amazon.it”. In particolare il garante sottolinea che il servizio Prime consente “di vendere con più facilità ai consumatori più fedeli e a quelli che spendono molto e di partecipare ai famosi eventi speciali gestiti da Amazon, come Black friday, Cyber monday, Prime day, e aumenta la probabilità che l’offerta del venditore sia selezionata come offerta in vetrina”.

Amazon inoltre “ha impedito ai venditori terzi di associare l’etichetta Prime alle offerte non gestite” attraverso il suo servizio di logistica Fulfill by Amazon (Fba). I venditori che lo usano sono stati “scoraggiati dall’offrire i propri prodotti su altre piattaforme online”, aspetto che ha aumentato “il divario tra il potere di Amazon e quello della concorrenza”. Tutto questo, secondo l’autorità, costituisce una “violazione dell’art. 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea”. Il riferimento è alla norma comunitaria che vieta “lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato interno o su una parte sostanziale di questo”. ◆as

Questo articolo è uscito sul numero 1440 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati