Per più di un secolo il Wyoming ha costruito la sua ricchezza sul carbone, la cui estrazione ha reso possibile lo sviluppo di una delle aree più ricche degli Stati Uniti e la creazione del miglior sistema d’istruzione pubblica del paese. Alla fine degli anni novanta la fortuna del minerale nero, accusato di essere uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico, è finita. Il governo e i privati hanno abbandonato questo settore, provocando un domino di fallimenti, chiusure e licenziamenti. Per questo lo stato del Wyoming ha lanciato un concorso pubblico per realizzare impianti innovativi di stoccaggio e riutilizzo del diossido di carbonio prodotto dalle miniere: il vincitore si aggiudicherà un investimento a fondo perduto di otto milioni di dollari per dare vita al suo progetto. Il giovane producer Cooper McKim rende avvincente uno degli argomenti meno interessanti del giornalismo contemporaneo, quello dell’inquinamento e delle nuove frontiere energetiche. Racconta lo svolgimento di un bando pubblico per un appalto come se fosse un talent show, documentando aspirazioni e difficoltà della commissione e dei partecipanti. McKim ha la fortuna d’incontrare sulla sua strada Jason Salfi, un amministratore delegato con un passato da skater e surfista, che da solo fa venir voglia di ascoltare fino alla fine l’epopea del nuovo carbone.

Questo articolo è uscito sul numero 1429 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati