Valentina Fornelli
La costellazione del pesce
Solferino, 256 pagine, 18 euro

Valentina Fornelli è l’ultima vincitrice della fellow Lettera Futura, aperta a scrittrici esordienti e organizzata da Inquiete. Avevo letto La costellazione del pesce quando era ancora un manoscritto, e mi avevano colpito l’originalità, l’ironia e i dialoghi incalzanti. Un po’ giallo, un po’ commedia, un po’ spionaggio, il romanzo segue Carla Berio, investigatrice privata, che si mette sulle tracce di Alfredo Mancini, italiano scomparso con una valigia piena di soldi in Algeria. La donna non ci pensa un attimo e, lasciati marito e figlio in una quotidianità stantia, s’infila in un reticolo di interessi economici opachi, affiancata dall’investigatore locale Youcef Belkacem. Tra avventure rocambolesche, l’investigatrice ribalta i codici maschili del genere, raccontando allo stesso tempo anche di rapporti di dominio, colonialismo e privilegio europeo, in un luogo stratificato di complessità. La prosa è precisa, capace di passare dal dettaglio quotidiano all’abbacinante paesaggio algerino senza strappi: “Da una fessura tra le ciglia scorse il deserto, una distesa di pulviscolo colante. Come se l’intero pianeta non fosse che l’ampolla inferiore di un’immensa clessidra. La luce obliqua infuocava le dune”. Il dialogo con Youcef dà ritmo alla trama, strappando sorrisi. Ne risulta un esordio che intrattiene e fa pensare, lasciando addosso la sensazione mai scontata di aver incontrato dei personaggi destinati a restare. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati