La commissione lavoro della camera ha approvato il 18 novembre 2014 l’emendamento presentato dal governo al Jobs act sull’articolo 18. Il testo è frutto dell’accordo tra l’esecutivo e la minoranza del Partito democratico.

Ecco come si presenta ora il testo che dovrà essere votato alla camera il 26 novembre.

  • Articolo 18 Il diritto al reintegro nel posto di lavoro sarà limitato ai licenziamenti “nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato”. Per i licenziamenti dovuti a fattori economici resta esclusa la possibilità di essere reintegrati nel posto di lavoro. Inoltre è previsto “un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio”. Si cercherà di ridurre al minimo la discrezionalità dei giudici atraverso una tipizzazione chiara dei vari casi.
  • Contratto a tempo indeterminato Diventa il contratto privilegiato per assumere: grazie a sgravi fiscali per le aziende diventa conveniente assumere con contratti a tempo indeterminato.
  • Stop ai contratti a progetto Un lavoratore potrà avere un contratto a tempo indeterminato o un contratto a tempo determinato. Altrimenti sarà un lavoratore autonomo.
  • Contratto a tutela crescente Il contratto a tempo indeterminato non avrà tutte le tutele fin da subito: nei primi tre anni, per esempio, l’applicazione dell’articolo 18 non sarà completa, le tutele aumenteranno poi in base all’anzianità del lavoratore.
  • Ammortizzatori sociali Saranno estesi a tutti i lavoratori indipendentemente dall’azienda e dal rapporto di lavoro.
  • Tutela della maternità Sarà estesa anche alle lavoratrici prive di contratto.
  • Agenzia per l’occupazione Sarà favorito l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con la creazione di un’agenzia nazionale per il lavoro, che dovrebbe funzionare sul modello tedesco.
  • Demansionamento Sarà limitato ad alcuni casi e sempre nell’eventualità di ristrutturazione aziendale. La retribuzione non potrà essere ridotta.

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