20 maggio 2015 17:44

La coalizione saudita ha intensificato i suoi raid aerei contro Sanaa, la capitale yemenita controllata dai ribelli sciiti houthi, costringendo migliaia di famiglie a fuggire, dopo la fine della tregua umanitaria. Aerei della coalizione guidata dall’Arabia Saudita si sono alternati dalla notte del 19 maggio fino alle prime ore del giorno bombardando case, il palazzo presidenziale e alcuni depositi di armi. Gli attacchi aerei hanno preso di mira anche le basi militari gestite dai sostenitori dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh nella regione di Saada, roccaforte dei ribelli sciiti houthi, e la cittadina di Amran, nel nord del paese. Testimoni hanno riferito di attacchi anche nelle province meridionali del paese, dove continuano i combattimenti tra ribelli e sostenitori del presidente yemenita Abd Rabbo Mansur Hadi.

I cinque giorni di tregua, terminati il 17 maggio, avevano consentito l’arrivo in Yemen di cibo, carburante, medicine e altri beni di prima necessità da parte di agenzie umanitarie. Una nave con aiuti iraniani diretta al porto di Hodeida è stata intanto dirottata a Gibuti per essere ispezionata. Il governo di Teheran, accusato dalla coalizione araba e dagli Stati Uniti di sostenere con armamenti le milizie ribelli sciite, ha detto a più riprese che la spedizione navale di aiuti è stato coordinata con le Nazioni Unite e la Croce rossa internazionale.

Intanto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha annunciato che il 28 maggio sarà inaugurata a Ginevra una conferenza di pace, che avrà l’obiettivo di ridare “slancio al processo di transizione politica”. Il governo yemenita ha però immediatamente fatto sapere che esige il ritiro dei ribelli sciiti houthi come condizione per partecipare ai colloqui.

Dall’inizio del conflitto, il 26 marzo scorso, 1.849 sono le persone rimaste uccise e oltre mezzo milione gli yemeniti costretti ad abbandonare le loro case. Altre 7.394 persone sono state ferite secondo i dati dell’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari.