Sepp Blatter è stato rieletto presidente della Fifa nonostante lo scandalo sulla corruzione

La conferma del dirigente sportivo svizzero, al suo quinto mandato consecutivo alla guida della federazione calcistica mondiale, è arrivata dopo che l’unico sfidante, il principe giordano Ali bin Al Hussein, ha deciso di ritirare la propria candidatura

Gli sponsor della Fifa e dei Mondiali dopo l’inchiesta

28 maggio 2015 16:00

Secondo un sondaggio di Transparency International condotto su 35mila persone da 30 paesi diversi, il 69,2 per cento dei tifosi di calcio non ha fiducia nella Fifa. Già lo scorso anno alcuni sponsor, come la Emirates Airline e la Sony avevano deciso di non rinnovare il contratto con l’organizzazione guidata da Joseph Blatter. Oggi la Visa ha dichiarato che potrebbe ritirare il suo sostegno finanziario alla Fifa dopo l’inchiesta avviata dalla giustizia statunitense. Adidas e Coca Cola hanno chiesto più trasparenza. La McDonald’s ha dichiarato che “continuerà a monitorare la situazione da vicino”.

Come funzionano le sponsorizzazioni alla Fifa

La Fifa è un’organizzazione non profit con sede a Zurigo, in Svizzera. Secondo il suo rapporto finanziario annuale, dal 2011 al 2014 ha incassato 5,718 miliardi di dollari, di cui 1,629 miliardi, cioè il 29 per cento, pagati dagli sponsor per associare il loro marchio all’organizzazione, e circa 2,484 miliardi, cioè il 43 per cento, provenienti dalla vendita dei diritti tv. Nel solo 2014 le entrate hanno raggiunto i 2,096 miliardi di dollari.

La sponsorizzazione è organizzata su tre livelli in base al coinvolgimento delle aziende.

Primo livello: i Fifa partners, da cui l’organizzazione ha incassato 730 milioni di dollari di diritti su tutti gli eventi Fifa nel mondo. È il più alto livello di associazione. Nel 2014 ne hanno fatto parte:

  • Adidas, sponsor della Fifa dal 1970, nel 2013 ha firmato un contratto di sponsorizzazione fino al 2030 per 149 milioni di dollari ogni quattro anni. Dopo l’indagine l’azienda ha pubblicato un comunicato in cui “incoraggia la Fifa a continuare a stabilire e seguire standard di trasparenza in tutto quello che fa”.
  • Coca-Cola, sponsor dal 1974. Il suo ultimo contratto con la Fifa è stato firmato nel 2013 e dura fino al 2022, per un totale di 117 milioni di dollari ogni quattro anni. Nel novembre del 2014 aveva già criticato la Fifa per il coinvolgimento in alcuni casi di corruzione. Dopo l’inchiesta ha detto che gli arresti hanno “macchiato la missione e gli ideali dei Mondiali di calcio”
  • Sony, nel 2005 ha firmato un contratto da 282 milioni di sterline, scaduto nel 2014 e non rinnovato.
  • Visa, partner della Fifa dal 2007, quando ha firmato un accordo di otto anni per versare 130 milioni di dollari. Dopo l’inchiesta ha dichiarato che potrebbe ritirare il sostegno alla federazione.
  • Emirates, ha firmato un contratto di 180,9 milioni di dollari nel 2006, fino al 2014, e non ha rinnovato la collaborazione.
  • Hyundai, ha firmato un contratto nel 2010 fino al 2022, per 278 milioni di dollari, ma dopo l’inchiesta l’azienda ha dichiarato che è preoccupata per “i procedimenti legali in corso” e che sta seguendo la questione da vicino.

Secondo livello: gli sponsor dei Mondiali che nel 2014 hanno finanziato la Fifa per un totale di 500 milioni di dollari: Budweiser, Castrol, McDonald’s , Oi, Continental, Johnson & Johnson, Moy park, Yingli.

Terzo livello: gli sponsor nazionali brasiliani, che nel 2014 hanno finanziato i Mondiali con 170 milioni di dollari: Apex Brasil, Centauro, Libery Seguros, WiseUp, Garoto, Itau, Fifa.com, Football for hope.

Una multinazionale sportiva coinvolta nello scandalo

Nei documenti dell’inchiesta condotta dagli inquirenti statunitensi, a proposito delle accuse di corruzione contro sette dirigenti della Fifa è citata una multinazionale sportiva che avrebbe firmato un contratto da 160 milioni di dollari nel 1996 per diventare lo sponsor ufficiale della nazionale brasiliana.

La Nike è sponsor della federazione calcistica brasiliana dal 1996. Il nome dell’azienda non compare tra le carte e i suoi dirigenti hanno dichiarato che stanno collaborando con le autorità. In un comunicato affermano di “credere nel gioco pulito, negli affari come nello sport”.

Sono coinvolti nel caso della federazione brasiliana José Hawilla, capo di Traffic Group, un’azienda brasiliana che vende eventi sportivi per conto di federazioni calcistiche, e un alto funzionario nelle confederazioni brasiliane e sudamericane, non identificato. Hawilla si è dichiarato colpevole e sta collaborando con gli inquirenti.

Secondo le accuse, dopo la firma del contratto da 160 milioni di dollari, l’azienda sportiva avrebbe incontrato Hawilla per concedere altri 40 milioni raccolti dalla Traffic Group per conto della federazione brasiliana, di cui 30 milioni sono stati trasferiti in un conto gestito da Hawilla in Svizzera.

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