Salvatore Buzzi sentito dai giudici minimizza sugli episodi di corruzione

Il fondatore della cooperativa 29 giugno è intervenuto in video conferenza dal carcere di Nuoro in un’udienza volta dalla procura per chiedere le misure di sorveglianza speciale, l’obbligo di soggiorno per tre anni e la confisca dei beni sequestrati per Buzzi, Carminati e altri nove indagati

Nuova fase dell’inchiesta Mafia capitale, 44 arresti

04 giugno 2015 08:21

All’alba del 4 giugno è cominciata una seconda operazione dei carabinieri nell’ambito dell’inchiesta Mafia capitale della procura di Roma. In Sicilia, Lazio e Abruzzo sono in corso gli arresti di 44 persone accusate di associazione a delinquere e altri reati. Secondo le indagini, hanno fatto affari con i flussi migratori e la gestione dei campi di accoglienza per migranti. Nell’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, sono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Altre ventuno persone risultano indagate per gli stessi reati e sono in corso le perquisizioni.

Tra le persone arrestate c’è anche Luca Gramazio, consigliere regionale del Lazio. Secondo l’indagine, Gramazio, ex capogruppo del Partito delle libertà e poi di Forza Italia, ha sfruttato la sua posizione politica per favorire l’organizzazione mafiosa diretta da Massimo Carminati, ora in carcere.

La nuova fase delle indagini ha permesso di acquisire altri elementi sul metodo mafioso dell’organizzazione di Carminati e di confermare, secondo gli investigatori, “l’esistenza di una struttura mafiosa operante nella capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”.

È stata confermata inoltre la centralità di Salvatore Buzzi, come punto di riferimento di una rete di cooperative sociali che nel tempo si sono assicurate in modo illegale appalti e finanziamenti della regione Lazio, del comune di Roma e delle aziende municipalizzate. Le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un “ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d’imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”.

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