06 luglio 2015 08:58

Gli elettori greci hanno detto no al nuovo piano di aiuti proposto da Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Banca centrale europea in un referendum tenutosi domenica. Quello che succederà ora, in Grecia e a Bruxelles, è tutto da vedersi.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker telefonerà oggi ai vertici delle tre istituzioni comunitarie coinvolte: il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e Mario Draghi, direttore della Banca centrale europea. Quest’ultimo dovrà anche decidere se mantenere la liquidità d’emergenza agli istituti greci per farli riaprire domani, come previsto dall’esecutivo di Atene. Il presidente francese François Hollande aspetta nel pomeriggio a Parigi la cancelliera tedesca Angela Merkel. Domani, i due incontreranno a Bruxelles i capi di stato e governo degli altri paesi con l’euro per capire come far ripartire la trattativa per salvare Atene dai suoi debiti.

Pochi minuti fa è arrivata la prima, inaspettata, conseguenza politica alla vittoria del governo di Tsipras: il suo ministro delle finanze, l’uomo che trattava all’eurogruppo, ha deciso di consegnare le dimissioni. Secondo quanto ha scritto nel suo blog, la sua presenza al tavolo delle trattative non era gradita ad alcuni soci europei e quindi ha deciso di alleggerire la posizione del premier Tsipras facendo un passo indietro.
“Subito dopo l’annuncio del risultato del referendum, sono stato informato di una certa preferenza da parte di alcuni partecipanti all’eurogruppo, e di partner ‘assortiti’, per la mia… ‘assenza’ dai loro incontri. Un’idea che il premier ha ritenuto potrebbe aiutarlo a raggiungere un accordo. Per questo motivo lascio oggi il ministero delle finanze. Lo considero mio dovere per aiutare Alexis Tsipras a sfruttare il capitale che il popolo greco gli ha accordato con il referendum di ieri”, ha sottolineato Varoufakis.

Nella nottata di ieri, a scrutinio ancora in corso, il primo ministro greco Alexis Tsipras parlando alla televisione nazionale ha lodato la scelta “storica e coraggiosa” dei greci e ha confermato di non voler rompere con l’Europa, ma di voler proseguire i negoziati con unmandato più forte. Tsipras ha spiegato che “da domani, la Grecia tornerà a sedersi al tavolo delle trattative e la nostra priorità sarà ripristinare la
stabilità finanziaria del paese”.

Nel frattempo, in un comunicato stampa la Commissione europea ha fatto sapere di rispettare il risultato del referendum. Il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijssebloem ha descritto l’esito del referendum greco come un fatto “molto spiacevole” per il futuro di Atene.“Per la ripresa dell’economia greca sono inevitabili misure e riforme difficili. Ora attendiamo le iniziative delle autorità greche”, ha aggiunto Dijssebloem.

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, nella serata di ieri ha dichiarato che il summit dei paesi dell’eurozona di martedì prossimo dovrà discutere di un piano di aiuti umanitari per la Grecia, per far fronte alla situazione di difficoltà in cui si troveranno i cittadini greci con le banche chiuse e l’incertezza di disporre di liquidità già da oggi.

Secondo fonti della Banca centrale europea riportate dal quotidiano Ekathimerini, la Banca centrale europea sosterrà finanziariamente le banche greche per evitare un immediato collasso del sistema, qualunque dovesse essere l’esito del nuovo round di trattative tra Grecia ed eurozona.

La notizia della vittoria del no al referendum greco e l’incertezza sulla stabilità dell’eurozona ha influenzato l’apertura delle principali borse asiatiche. Questa mattina i listini di Tokyo, Seul e Hong Kong hanno tutti aperto al ribasso; unica eccezione, Shanghai, che ha registrato un +2,6 per cento dopo che nel weekend Pechino aveva annunciato misure per prevenire il crollo del mercato azionario
nazionale.