Migranti al porto di Lampedusa, il 18 febbraio del 2015. (Tullio M. Puglia, Getty Images)

Che cosa sono gli hotspot

Migranti al porto di Lampedusa, il 18 febbraio del 2015. (Tullio M. Puglia, Getty Images)
16 settembre 2015 20:45

Il 15 settembre, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il cancelliere austriaco Werner Faymann hanno ribadito la necessità che in Italia e in Grecia vengano allestiti i cosiddetti hotspot. Prima dell’apertura di questi centri di identificazione, i due leader hanno escluso la possibilità di avviare il sistema di quote che dovrebbe distribuire tra tutti i paesi dell’Unione europea 120mila richiedenti asilo arrivati in Ungheria, Grecia e Italia. A Bruxelles, si sta lavorando sulla ricollocazione dei primi 40mila richiedenti asilo arrivati in Italia e in Grecia, come ha detto la portavoce della Commissione europea per le politiche di immigrazione e d’asilo, Natasha Bertaud.

Che cosa sono gli hotspot. Si tratta di centri già esistenti e attrezzati per identificare i migranti, che saranno ampliati. Le strutture permetteranno di tenere in stato detentivo i migranti per un periodo di tempo limitato. Negli hotspot la polizia italiana sarà aiutata da alcuni funzionari delle agenzie europee Europol, Eurojust, Frontex ed Easo: gli agenti saranno impiegati per identificare i migranti che vogliono presentare richiesta d’asilo.

Le forze dell’ordine procederanno a registrare i dati personali dei richiedenti asilo, fotografarli e raccoglierne le impronte digitali entro 48 ore dal loro arrivo, eventualmente prorogabili a 72 al massimo. I migranti saranno trattenuti fino a identificazione avvenuta. Nel caso rifiutino di essere registrati saranno trasferiti nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie), delle strutture detentive, in attesa di essere rimpatriati. In un’intervista radiofonica a Rtl il ministro dell’interno Angelino Alfano ha detto che le operazioni di rimpatrio saranno organizzate e finanziate dall’Unione europea. Se invece accetteranno di essere identificati e presenteranno domanda di asilo, saranno ospitati nei centri di accoglienza per richiedenti asilo in attesa che le loro richieste d’asilo siano prese esaminate dalle autorità.

Gli hotspot in Italia e in Grecia. A Bruxelles, fonti della Commissione europea, hanno dichiarato che gli hotspot stanno già funzionando sull’isola Lampedusa e nelle località siciliane di Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle e Trapani. Tuttavia, Mario Morcone, capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’interno, ha riferito a Internazionale che solo i centri di registrazione di Lampedusa, Pozzallo e Porto Empedocle sono pronti, e che si aspetta l’autorizzazione di Roma per attivarli come hotspot. In Grecia ne saranno allestiti almeno due: uno sull’isola di Kos e uno nel porto ateniese del Pireo. Le autorità di Atene stanno procedendo a prepararli.

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