I governi europei cercano un accordo sul sistema delle quote

21 settembre 2015 16:05

Questo pomeriggio si incontrano a Praga i ministri degli esteri di Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Ungheria insieme a Jean Asselborn, il responsabile della diplomazia del Lussemburgo, alla presidenza di turno dell’Unione europea. I paesi del gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), la Lettonia e la Romania sono contrari al sistema di quote per la ridistribuzione di altri 120mila richiedenti asilo in Europa proposto recentemente dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Nella riunione di Praga, i ministri cercheranno una soluzione di compromesso sulle politiche comuni di accoglienza.

La minaccia di sanzioni. I ministri dell’interno dei paesi dell’Unione discuteranno di nuovo martedì 22 settembre a Bruxelles della proposta di Juncker e avanza l’ipotesi di un sistema di multe e sanzioni per i paesi che rifiutino il sistema delle quote. Il 15 settembre scorso il ministro dell’interno tedesco Thomas de Maizière aveva avanzato la proposta di ridurre i fondi europei ai paesi contrari alle ridistribuzione dei richiedenti asilo. Nelle ultime settimane sono emerse anche altre alternative, come l’imposizione di una multa pari allo 0,002 per cento del pil, o la possibilità che un paese chieda uno sconto del 30 per cento sulla propria quota in cambio di 6.500 euro per ogni richiesta d’asilo rifiutata. I fondi raccolti in questo modo sarebbero poi devoluti ai paesi che si prenderanno la responsabilità di accogliere i migranti.

Il progetto di aiuti alla Turchia. Sempre a Bruxelles, mercoledì 23 settembre, si riuniranno i capi di stato e di governo dell’Unione europea per il vertice straordinario voluto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Secondo le prime indiscrezioni, in questa sede sarà presa in considerazione la possibilità di aiutare Turchia, Libano e Giordania a ospitare i richiedenti asilo siriani. Francia, Germania, e Italia hanno cercato di raggiungere un accordo con Ankara per migliorare le condizioni dei 2,2 milioni di siriani che ora vivono in Turchia. Il commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati Johannes Hahn ha detto di aver proposto un piano di sostegno economico per la Turchia fino a un milione di euro, con la costruzione di infrastrutture tra cui scuole.

A causa del conflitto in Siria, più di quattro milioni di persone hanno lasciato il paese, e la metà di queste ore vivono in Turchia. Finora il governo di Ankara ha speso più di sette milioni di euro per accogliere i profughi. In Libano si trovano più di un milione di siriani, e in Giordania quasi 630mila.

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Claudia Grisanti