I senatori Lucio Romano e Gianclaudio Susta, a sinistra, parlano con Anna Finocchiaro durante la discussione generale sulle riforme costituzionali nell’aula di palazzo Madama, a Roma, il 23 Settembre 2015. (Giuseppe Lami, Ansa)

La maggioranza trova l’accordo sulle modifiche alla riforma del senato

I senatori Lucio Romano e Gianclaudio Susta, a sinistra, parlano con Anna Finocchiaro durante la discussione generale sulle riforme costituzionali nell’aula di palazzo Madama, a Roma, il 23 Settembre 2015. (Giuseppe Lami, Ansa)
23 settembre 2015 12:18

La maggioranza la scorsa notte ha raggiunto un accordo sulle modifiche al disegno di legge Boschi sulle riforme costituzionali, frutto di una mediazione con la minoranza del Partito democratico. Il ddl è già stato approvato dalla camera ed è attualmente in discussione al senato.

La maggioranza ha depositato tre emendamenti, firmati da Anna Finocchiaro, presidente della commissione affari costituzionali del senato. Gli emendamenti riguardano l’articolo 2 sull’elettività diretta dei senatori, le funzioni del nuovo senato e l’elezione dei giudici costituzionali.

Il primo emendamento riguarda l’articolo 2 del disegno di legge, quello che modifica il comma 5 dell’articolo 57 della costituzione sull’elettività dei senatori. L’emendamento aggiunge alla frase “la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti” questa frase: “In conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge”. Questo significa che i senatori saranno eletti dai consigli regionali, che però dovranno tenere conto delle scelte fatte dagli elettori al momento del voto.

Il secondo emendamento prevede anche modifiche all’articolo 1 del ddl, quello sulle funzioni del senato, che diventerà camera delle autonomie. L’aula di palazzo Madama avrà più poteri di controllo. Dovrà verificare le attività delle pubbliche amministrazioni, l’attuazione delle leggi dello stato, le conseguenze delle politiche dell’Unione europea sui territori e in generale esercitare “funzioni di raccordo tra lo stato e gli enti costitutivi della repubblica”.

Il terzo emendamento stabilisce che tornerà invece al senato la funzione di eleggere due giudici della corte costituzionale. Nella lettura alla camera era stata tolta questa funzione.

Nel frattempo continua l’ostruzionismo dell’opposizione: la Lega Nord ha presentato 82 milioni di emendamenti, 200 cartacei e il resto su dvd. Il termine per presentare gli emendamenti era scaduto stamattina alle nove.

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