Il dibattito sulle unioni civili in Italia

Il senato ha approvato il disegno di legge Cirinnà, modificato dopo l’accordo all’interno della maggioranza di governo

Leonardo Pace e Fabio Motti registrano la loro unione civile a Roma, il 21 maggio del 2015. (Tiziana Fabi, Afp)

Come è stata modificata la legge sulle unioni civili

Leonardo Pace e Fabio Motti registrano la loro unione civile a Roma, il 21 maggio del 2015. (Tiziana Fabi, Afp)
25 febbraio 2016 14:17

Dalle 19 in senato cominceranno le votazioni del maxiemendamento al disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. La discussione è cominciata alle 9.30 di oggi, alle 17 ci saranno le dichiarazioni di voto e poi in serata la votazione. L’emendamento è frutto di un accordo di governo tra Partito democratico e Nuovo centrodestra. Proprio perché a presentare il nuovo testo è il governo, è stato possibile porre la questione di fiducia. Ai voti dei senatori dei partiti di maggioranza si aggiungeranno per la prima volta anche quelli dei 19 senatori del gruppo di Denis Verdini, Alleanza liberalpopolare autonomie (Ala).

Con la mozione di fiducia si evita la discussione articolo per articolo e quella dei più di 500 emendamenti presentati al ddl originario. Quando il senato avrà approvato il maxiemendamento, quindi, il nuovo testo passerà alla camera per la conversione definitiva in legge. Ecco cosa prevede il maxiemendamento.

L’eliminazione della stepchild adoption

L’articolo 5 del ddl che prevedeva la possibilità per le persone che hanno contratto l’unione civile di adottare il figlio del partner è stato stralciato dal testo finale per venire incontro alle richieste dei senatori del Nuovo centrodestra e di una parte dei senatori del Partito democratico. Sulle adozioni “resta fermo quanto previsto dalla legislazione vigente”. Questo significa che sarà lasciata libertà di decisione ai giudici nel caso in cui, prima che sia varata la nuova legge sulle adozioni, una coppia omosessuale faccia ricorso. La giurisprudenza potrebbe quindi riempire il vuoto lasciato dalla legge.

Sparisce l’obbligo di fedeltà

I senatori del Nuovo centrodestra hanno insistito per togliere i riferimenti che facevano somigliare la formazione sociale dell’unione civile all’istituto del matrimonio. Al momento quindi l’unione non comporta l’obbligo di fedeltà tra i contraenti mentre prevede “l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione”. Un punto che implica conseguenze nel momento in cui i due uomini o le due donne decidessero di separarsi.

Resta invece immutato il punto sul cognome, in merito al quale si prevede che le parti “possono stabilire di assumere, per la durata dell’unione civile, un cognome comune”.

Scioglimento delle unioni civili

In caso di scioglimento è previsto che, anche se la separazione non è consensuale, l’autorità preposta è l’ufficiale di stato civile e non il giudice. La separazione può avvenire entro tre mesi dalla manifestazione della volontà di concludere l’unione civile.

Unioni civili e convivenze

Per il resto l’impianto del disegno di legge Cirinnà rimane immutato. La legge inserisce nel diritto di famiglia un nuovo istituto specifico per le coppie omosessuali, chiamandolo unione civile, diverso dal matrimonio regolato dall’articolo 29 della costituzione.

Per stipulare un’unione civile, le due persone devono essere maggiorenni e recarsi con due testimoni da un ufficiale di stato civile. L’ufficiale provvede alla registrazione. Non possono contrarre l’unione civile persone già sposate o che hanno già contratto un’unione civile; persone a cui è stata riconosciuta un’infermità mentale o persone che tra loro sono parenti.

Il disegno di legge prevede il riconoscimento delle convivenze, sia tra omosessuali sia tra eterosessuali.

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Claudia Grisanti
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