I candidati alle primarie del Partito socialista francese (da sinistra) Arnaud Montebourg, Jean-Luc Bennahmias, François de Rugy, Benoît Hamon , Vincent Peillon, Manuel Valls e Sylvia Pine durante il primo dibattito televisivo vicino a Parigi, il 12 gennaio 2017.

Le primarie della sinistra francese cominciano senza strappi

I candidati alle primarie del Partito socialista francese (da sinistra) Arnaud Montebourg, Jean-Luc Bennahmias, François de Rugy, Benoît Hamon , Vincent Peillon, Manuel Valls e Sylvia Pine durante il primo dibattito televisivo vicino a Parigi, il 12 gennaio 2017.
13 gennaio 2017 11:30

La sera del 12 gennaio i sette candidati delle primarie allargate del Partito socialista (Ps) francese hanno esposto tutte le loro divergenze, ma senza creare strappi. Nel primo dei tre dibattiti televisivi organizzati in vista del 22 gennaio, quando si svolgerà il primo turno delle primarie della sinistra per designare il candidato alle presidenziali, i principali temi affrontati sono stati il bilancio della presidenza di François Hollande, il reddito di base e le alleanze da stringere in futuro.

Dopo cinque anni di scontri, il Partito socialista e le sue formazioni satellite sono riusciti a salvare le apparenze. Secondo un sondaggio realizzato tra 1.117 telespettatori, il dibattito ha fatto emergere l’ex ministro dell’economia Arnaud Montebourg come più determinato ed eloquente: è stato giudicato il più convincente dal 29 per cento degli intervistati, davanti all’ex primo ministro Manuel Valls (26 per cento) e all’ex ministro dell’istruzione Benoît Hamon (20 per cento). Dal punto di vista giornalistico, il confronto ha lasciato gli opinionisti insoddisfatti e molti aspettano con ansia il seguito, domenica 15 gennaio.

Attacchi a Valls
Ieri sera, per circa due ore e mezza, il dibattito ha coinvolto l’ex premier Valls, tre ex ministri (Arnaud Montebourg, Vincent Peillon e Benoît Hamon), Sylvia Pinel, unica donna e leader del Partito radicale di sinistra (Prg), gli ecologisti François de Rugy e Jean-Luc Bennahmias. Valls, il primo a cominciare dopo l’estrazione a sorte dei turni di parola, ha insistito sulla necessità che le primarie siano un successo: il candidato che ne uscirà vincitore dovrà essere abbastanza forte per contrastare, al voto del prossimo 23 aprile, la destra di François Fillon e l’estrema destra di Marine Le Pen. Per evitare che la sinistra sia esclusa dai giochi, molti candidati si sono detti disposti a dialogare e a collaborare con Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise) ed Emmanuel Macron (En marche!).

Fin da subito il confronto ha fatto emergere giudizi molto contrastanti sul bilancio della presidenza Hollande. Per Valls è stata fonte di “orgoglio”, ma di delusione per la maggior parte degli altri. Difensore di un operato che è anche il suo, Valls ha ricevuto molte critiche dagli avversari: si è scontrato con Hamon sulla questione della perdita della cittadinanza per i colpevoli di atti terrostici, e con Peillon sulla questione del terrorismo più in generale. Hamon e Montebourg l’hanno attaccato anche sulla riforma del lavoro. Il tema economico più discusso è stato il reddito di base, sul quale Hamon si è attirato le critiche di tutti. Gli altri due dibattiti sono previsti per il 15 e il 19 gennaio, mentre lo scontro tra i due candidati usciti in testa al primo turno è previsto per il 25 gennaio.

(Traduzione di Francesca Sibani)

pubblicità

Articolo successivo

Il mondo all’una