Los Angeles, California, maggio 2018.

Perché le malattie a trasmissione sessuale sono in aumento

Los Angeles, California, maggio 2018.
19 luglio 2018 13:26

Anche se negli ultimi anni i giornali hanno dedicato molti articoli alla presunta morte del sesso tra i giovani, negli Stati Uniti è aumentata l’incidenza delle malattie a trasmissione sessuale (Mst). Tra il 2000 e il 2016, l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati, i tassi di clamidia sono aumentati del 98 per cento. I tassi di sifilide, che una volta i ricercatori della sanità pubblica pensavano fosse sull’orlo dell’eradicazione, sono aumentati di quattro volte. I tassi di gonorrea sono scesi del 24 per cento tra il 2000 e il 2009, ma da allora sono aumentati del 48 per cento, superando il precedente calo.

La scienza alla base della trasmissione sessuale è immutabile e semplice: bisogna fare sesso non protetto con una persona infetta. Sembra che oggi la gente sia semplicemente meno preoccupata dei rischi. Nelle relazioni eterosessuali, questo può essere parzialmente spiegato dall’aumento nell’uso di contraccettivi a lungo termine, come la spirale, che hanno ridotto il rischio di gravidanze indesiderate. Liberati dalle loro paure di prole prematura i giovani e gli irrefrenabili si sono sentiti pronti a sbarazzarsi dei preservativi. Non sorprende che proprio loro rappresentino una quota sproporzionata di nuove infezioni. Ma ci sono stati anche problemi con i pensionati più vivaci che, forse meno preoccupati per la riproduzione, hanno gettato la precauzione al vento. Nell’ultimo decennio, i tassi di gonorrea per gli americani di età superiore ai 65 anni sono aumentati del 73 per cento.

Perché si abbassa la guardia
Gran parte dell’aumento delle Mst è dovuto a uomini gay e bisessuali. Anche se sono una quota relativamente piccola della popolazione, nel 2016 rappresentavano l’81 per cento dei casi di sifilide maschile, secondo il Centers for disease control. Come per gli eterosessuali, sembra che anche loro considerino il sesso meno rischioso. Ciò è dovuto all’avvento della profilassi pre esposizione (Prep), un cocktail farmacologico di prevenzione che si può prendere ed essere quasi vaccinati contro l’hiv. Le ridotte possibilità di contrarre l’hiv, insieme al fatto che comunque una diagnosi positiva non è più una condanna a morte, sembrano incoraggiare gli uomini ad abbassare la guardia.

Un recente studio su uomini gay e bisessuali, pubblicato su Lancet, ha rilevato che, man mano che cominciavano a prendere la Prep, i tassi dell’uso costante del preservativo sono scesi dal 46 per cento al 31 per cento. Studi recenti hanno dimostrato che l’assunzione della Prep è fortemente associata a un aumento dei tassi di infezione da Mst.

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Tutto ciò dimostra che il cambiamento delle abitudini sessuali e una diminuita paura dei rischi per sesso non protetto, sembra essere la causa del problema, soprattutto perché questo non è limitato agli Stati Uniti. Il Regno Unito ha registrato nel 2017 un aumento del 20 per cento nella diagnosi di sifilide e del 22 per cento in quelli di gonorrea. Altri paesi dell’Europa occidentale hanno registrato epidemie anche peggiori, a volte superiori al 50 per cento. La diminuzione della spesa pubblica per la prevenzione delle Mst – che dal 2003 negli Stati Uniti è diminuita del 40 per cento in termini reali – non sta aiutando le cose.

Eppure i principali metodi di prevenzione – astinenza e preservativi – sono provati e concreti. Se queste opzioni sembrano troppo caste o irritanti, allora chi è in cerca di un nuovo partner dovrebbe esigere un test per le Mst (soprattutto perché la maggior parte delle infezioni può essere risolta con un semplice ciclo di antibiotici). I test sono di vitale importanza in quanto le rassicurazioni verbali, in particolare rilasciate nel bel mezzo di un rapporto, possono essere ingannevoli.

Questo articolo è stato pubblicato sul settimanale britannico The Economist.

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