16 ottobre 2020 16:03
  • Lo studio della Global burden of disease, programma di ricerca che valuta mortalità e disabilità causati dalle malattie, condotto su 204 paesi, rivela che lo stato di salute della popolazione mondiale non era preparato ad affrontare la pandemia. Secondo la ricerca pubblicata su The Lancet, l’interazione tra il covid-19, la malnutrizione, l’aumento di malattie croniche come l’obesità, e l’inquinamento atmosferico hanno avuto un ruolo fondamentale nel contribuire alla morte di un milione di persone a causa del virus. Questi elementi, insieme all’incapacità dei sistemi sanitari di affrontare i fattori di rischio prevedibili del covid-19, hanno reso la popolazione mondiale più vulnerabile. Lo studio ha rivelato la natura sindemica delle epidemie, cioè la compresenza di diverse emergenze sanitarie su cui occorre lavorare anche quando quest’emergenza sarà passata.
  • Il numero di nuovi casi di covid-19 negli Stati Uniti è nuovamente in aumento, dopo che la crescita era rallentata alla fine dell’estate. Ora, però, la geografia della pandemia si sta spostando nel Midwest e in aree più rurali, scrive il New York Times. I contagi sono in aumento nella maggior parte degli stati, molti dei quali stanno stabilendo nuovi record settimanali, e gli esperti temono si stia arrivando a un terzo picco di infezioni. “Stiamo andando nella direzione sbagliata, e questo si riflette non solo nel numero di nuovi casi, ma anche nel tasso di positività ai test e nel crescente volume di ricoveri”, ha detto Caitlin Rivers, epidemiologa della Johns Hopkins University. Al livello nazionale gli Stati Uniti continuano a essere il paese più colpito, con i contagi che hanno superato o stanno per superare (a seconda dei conteggi), gli otto milioni. Le vittime sono 217mila.
  • Il 15 ottobre sono stati pubblicati i risultati di una delle più grandi sperimentazioni al mondo sulle terapie medicinali per curare il covid-19, ma il verdetto – provvisorio – è molto deludente, scrive Science. Nessuno dei quattro trattamenti dello studio “Solidarity”, che ha coinvolto più di 11mila pazienti in 400 ospedali in tutto il mondo, ha aumentato la sopravvivenza. Nemmeno il famoso antivirale remdesivir. “È deludente che nessuno dei quattro farmaci abbia mostrato una differenza nel contrastare la mortalità, ma questo fa capire perché abbiamo bisogno di fare test su larga scala”, spiega Jeremy Farrar, direttore del Wellcome Trust. “Ci piacerebbe molto avere un farmaco che funzioni, ma è meglio sapere prima se è efficace, piuttosto che non saperlo e continuare a usarlo”, sottolinea Soumya Swaminathan, ricercatrice a capo del team di scienziati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il remdesivir, che attacca un enzima specifico di diversi virus, era visto come un candidato molto promettente. Ma anche da un altro studio, svolto negli Stati Uniti su più di mille pazienti covid, non emerge alcuna differenza sulla mortalità, né un ritardo sulla eventuale degenerazione della malattia che porta alla respirazione assistita e al ricovero in terapia intensiva.
  • Il classico “yodelayheehoo” risuona ancora nelle valli svizzere, nonostante la pandemia. Ma proprio a causa del canto tradizionale un cantone in Svizzera è diventato uno dei cluster più virulenti d’Europa. Il cantone di Svitto ha ospitato, a fine settembre, un concerto di yodel con più di seicento spettatori, senza l’obbligo di indossare la mascherina. “Abbiamo scoperto solo nove giorni dopo l’esibizione che diverse persone del gruppo erano positive al covid-19“, ha detto l’organizzatore dell’evento, Beat Hegner. Successivamente c’è stato un boom di nuovi casi nella regione, passata da 500 contagiati a 1238 in pochi giorni.
  • Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il numero di vittime giornaliere di covid-19 in Europa potrebbe diventare, in pochi mesi, cinque volte più alto del picco di aprile. Il 15 ottobre, Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa, ha detto che il vecchio continente ha registrato l’aumento settimanale più alto di nuovi casi di coronavirus dall’inizio della pandemia. “L’evoluzione della situazione epidemiologica in Europa crea grande preoccupazione, perché aumentano i casi quotidiani, i ricoveri ospedalieri e perché il covid-19 è ora la quinta causa di morte nella regione”. In Europa il virus uccide più di mille persone al giorno, mentre i nuovi contagi settimanali sono saliti a 700mila. Ma “la pandemia di oggi non è la pandemia di ieri”, ha sottolineato Kluge, “non solo in termini di dinamica di trasmissione, ma nei modi in cui, ora, siamo attrezzati per affrontarla”.
  • In Europa anche le università ricominciano a pagare il prezzo del covid. Gli atenei del Belgio hanno deciso di ridurre drasticamente l’accesso ai campus per gli studenti, scrive Le Figaro. Il 15 ottobre i rettori delle università francofone si sono incontrati e hanno deciso di limitare al 20 per cento il tetto massimo degli studenti ammessi. Secondo molti atenei la misura scatterà già lunedì 19, ma il portavoce del ministro dell’istruzione ha detto che “il calendario è da definire”. In Austria, gli studenti dell’università di Vienna stanno utilizzando la chiesa accanto all’ateneo come aula studio. Gli spazi nelle aule sono troppo limitati, così le porte della chiesa si sono aperte ai ragazzi che, anziché pregare, occupano i banchi con libri e pc. Gli studenti hanno anche a disposizione i classici servizi delle aule studio: servizi igienici, prese della corrente e wifi.
  • Lo stadio internazionale di Yokohama, seconda città più popolosa del Giappone, ospiterà tre partite di baseball con una capienza dell’80 per cento per testare le contromisure attive contro il covid-19 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo. A settembre gli stadi sportivi erano stati limitati al 50 per cento della loro capacità nel rispetto delle misure di prevenzione imposte dal governo, ma se l’esperimento avrà successo anche negli altri stadi sarà aumentato il numero massimo di spettatori. Le altre misure imposte negli stadi prevedono il controllo della temperatura, l’uso della mascherina, la distribuzione di kit per disinfettarsi e un nuovo stile di tifo in cui non è previsto urlare.
  • La Taiwan semiconductor manufacturing company (Tsmc), azienda leader nella produzione di semiconduttori, ha annunciato che i ricavi del 2020 saliranno di oltre il 30 per cento invece che del 20 per cento, come previsto in un primo momento. I chip della Tsmc sono usati nella costruzione di smartphone come l’iPhone 12, nell’intelligenza artificiale e nelle telecomunicazioni. Il settore di produzione di chip e circuiti integrati è stato tra i pochi a beneficiare della pandemia grazie a un numero sempre maggiore di persone che hanno investito in dispositivi tecnologici per lo smart working e le lezioni online. La crescita della domanda ha aiutato l’azienda a compensare la perdita degli ordini della Huawei, messa al bando negli Stati Uniti e in altri paesi alleati di Washington.